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martedì 8 aprile 2014

...Un'infanzia da aspirante stella nascente del nuoto...!

Come da copione del prototipo della famiglia felice anche i miei genitori decisero a suo tempo che era cosa buona e giusta far intraprendere alla propria prole una qualsiasi attività sportiva affinchè la bambina in questione, cioè io, non rischiasse di contribuire allegramente allo sviluppo dell'obesità infantile nel mondo; siccome a 5 anni non si è in grado di decidere proprio una sega, così per essere fine, il mio simpatico padre prese subito la palla al balzo e mi buttò a tradimento in una vasca della piscina comunale della mia ridente città sancendo così la fine della mia spensierata infanzia, infatti da amorevole padre si trasformò in selezionatore folle e senza pietà di nuovi talenti con l'obbiettivo massimo di far divenire la piccola bambina in questione la nuova stella del firmamento dei nuotatori senza che la povera sfortunata lo desiderasse più di tanto.
ALLENAMENTI:
- col passare del tempo si tenevano ogni fottutissimo pomeriggio e il mio ridente padre invece di portarmi e poi rivenirmi a prendere come erano soliti fare gli altri normodotati genitori si divertiva a fare da spettatore caga cazzo.
- Non potevo fare comunella con i miei piccoli colleghi di nuoto, non potevo prendermi il lusso di avere paura di fare qualcosa (tipo un tuffo o un'apnea) come del resto è intrinseco nell'essere di un qualsiasi cazzo di bambino, dovevo solo seguire attentamente i consigli dell'allenatore di turno e attuarli nel mio modo di nuotare.
- Se non adempivo a questi miei piccoli suddetti doveri, nel tragitto in macchina dalla piscina a casa mia, ero cazziata amaramente.
Per non parlare poi degli spogliatoi dove ho visto più cazzi che ciabatte perchè dato che mia mamma non era molto d'accordo con le metodologie da allenatore maniaco compulsivo di mio padre, preferiva starsene a casa e quindi, visto che a una certa età un bambino non ha tanta dimestichezza con il farsi la doccia, asciugarsi i capelli, rivestirsi per bene e velocemente, mi toccava farmi aiutare da lui che essendo uomo doveva rigorosamente portarmi nello spogliatoio maschile dove gli esemplari di Homo Sapiens giravano allegramente nudi come dei bei dando il via a simpatici ciondolamenti vari di palle e billi pisciosi e ora spiegatemi pure come ho fatto a non divenire una probabile Sabrina Misseri con turbe adolescenziali e omicidi premeditati al seguito.
GARE:
- col passare del tempo anch'esse divennero appuntamento fisso di ogni fottutissimo week end nelle quali mio padre non si limitava ad essere solamente un amorevole sostenitore della propria figlia ma diveniva un temuto giudice con aspirazioni da super allenatore visto che si divertiva a cronometrarmi il tempo.
- A fine gara dovevo girarmi verso la sua postazione, nonchè il punto più alto delle gradinate dove stavano gli spettatori, e se alzava il braccio in segno di vittoria potevo stare tranquilla perchè voleva dire che o mi ero classificata nei primi 3 posti o avevo semplicemente migliorato il mio tempo, mentre se con disprezzo girava i tacchi e si dirigeva verso il bar significava che era merda a ghiande per me dato che sicuramente avevo peggiorato il mio tempo.
- Se avevo sostenuto una gara poco soddisfacente per i suoi canoni da psicopatico, durante il tragitto dalla piscina di turno a casa nostra, dovevo sorbirmi infiniti cazziatoni logorroici che hanno sicuramente contribuito all'insicurezza che caratterizza il mio simpatico carattere.
VACANZE ESTIVE:
- il mio ridente padre prenotava le nostre vacanze solo negli hotel muniti di piscina e si trasformava nel mio rigido allenatore almeno un'ora al giorno, così giusto per non perdere i colpi.
Quando ho deciso, in età adolescenziale, di lasciare definitivamente il mondo del nuoto con l'appoggio della mia sensata madre, il mio simpatico padre non mi ha più rivolto parola per molto tempo. Nutro ancora un represso rancore nei suoi confronti rinfacciandogli puntualmente appena sorge una piccola discussione che le mie spalle sono larghe da fare schifo, che le mie braccia sono cicciotte e flaccide e che sulla coscia destra mi porto dietro una bella distrofia del tessuto muscolare causata dalla troppa attività fisica svolta nella fase di sviluppo e che per tutti questi motivi vorrei passare a miglior vita! :o
Per tutto il resto papà ti ho perdonato e ti amo ancora ma forse era meglio se mi mandavi a danza,
con affetto,
la tua unica (e meno male) prole! ;)

2 commenti:

  1. Ma povera! Quindi hai visto un sacco di... ehm... ciabatte! :)

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    Risposte
    1. ...da blocco istantaneo della crescita guarda... :/ Forse è per questo che sono un pò bassina :o

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